Ancora un intervento di POP act…
“Avrei voluto aggiungere un televisore e un telefono per dare quel senso di quotidianità. Avevo poco tempo per allestire quando si sono aggiunte le centinaia di persone che si sono avvicinate: chi a piedi, chi in macchina, chi in bicicletta; questo mi è bastato. I manichini erano sospesi e immobili, il cielo plumbeo penetrava tra le braccia conficcate nei covoni. Eppure quelle masse cilindriche sembravano ruzzolare all’infinito. Si è creato un senso di desolazione, un attimo di integrazione con quella ricchezza che quel deserto offriva. Poteva essere l’arena del dolore umano, delle Cluster bombs, dell’anima frantumata e ricomposta, il cammino del Carnem levare. Il vento si faceva sempre più rigido e quei busti cedevano spesso con un boato che li faceva rimbalzare. L’uccelliera messa in terra aveva tre fessure aperte. Immancabilmente abbiamo visto delle mani entrare quasi a catturare le nostre idee più nascoste. E poi le maschere , quelle Baute veneziane che si sono integrate con la mia terra, con la nostra povera terra”
Questa l’impressione di un avventore che come un menestrello vi racconto a modo mio:
Il fantasma dell’artista
“Viene verso di noi.
Ci dici che sei un artista di strada
Ci dici che il tuo gioco preferito è
far roteare luci di fuoco con lacci di cuoio
Ci dici che queste bianche baute sono i tuoi fantasmi
che vedi sotto l’effetto dell’ LSD appena ingerito
Ci dici che la prima bauta sorride,
la seconda è muta.
Il manichino a terra aspetta il suo turno.
Le mille braccia che vede fuoriuscire sono il risultato finale dell’uomo.
Ci dici tante altre cose che non ricordo.
Forse anch’io ho visto i miei fantasmi.
Forse.
Non so chi tu sia”
Dimitri Ruggeri (Racconti di strada 13/7/08)
Grazie a Luca Bravi per gli stupendi dettagli colti nell’evento






































HO VISTO MENTRE PREPARAVATE LO SCENARIO,LE FOTO MI HANNO REGALATO UNA BELLA EMOZIONE FORTE, HANNO FATTO RIUSCIRE QUEI FANTASMI CHE DA TROPPI ANNI SI SONO NASCOSTI NELLA MIA ANIMA.
COMPLIMETI!!