Dal Brasile “Le infinite porte del non ritorno”

28 09 2008

Questo commento di Anna Rita dal Brasile postato nella poesia  “La porta del non ritorno”  parla  di infinite porte crocevia di anime moribonde…parla di voci e armonie mentre quelle anime vivono ancora almeno per non dimenticare. Sembra essere una poesia. Non mi resta che riflettere sulle sue emozioni…con un pensiero…

 

Penso ad un albero che ha radici e rami,

un albero che privato di terra, visto in lontananza

sembra essere solo ombra. Quali sono le radici?

Quali sono i rami?

Quale l’inizio?

Quale la fine?

Vedo soltanto foglie appassite,

che alimentano come florido concime

questa maledetta terra.

Abbraccio ogni albero,

mi sporco il corpo col suo muschio.

Ecco la sagoma nera della terra e del’uomo.

 

Grazie per il post… 

“strana casualità, come prima cosa leggo proprio questa poesia… penso con sorpresa ke emozione diversa…io solo poke settimane fa ero lì dove i corpi, le grida inavvertite, tombe di silezio , di cui tu parli, sono diventate armonie anche assordanti…percussioni ke non ti fanno dimenticare , ke nn fanno dimenticare ai meninos stessi del pelourigno il loro passato di schiavitù, miseria, quel passato in cui si è cercato di incatenare e annullare un’identità… identità ke cmq riesce, e ora l’ho visto anke io x la mia prima volta, a ritrovare se stessa…..nella musica assordante, nelle armonie danzate, giocate, lotta ke significa nn dimenticare il tuo ritmo, la tua forza, la tua bellezza, la tua dignità…. ecco, questo pensavo mentre ero lì seduta nel centro nel terreiro de jesus a salvador,approdo di quelle partenze di cui tu racconti in questa bella poesia…. ecco… solo volevo lasciarti queste altre emozioni e riflessioni, quelle ke mi hanno accompagnato in tutta la mia permanenza in brasile… malia bahia ha scritto qualcuno…ora capisco il motivo!!! un abbraccio, anna rita”


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