In breve per i pigri…
Nome:
Dimitri
Cognome:
Ruggeri
Studi accademici
Laurea in Economia, Master in Risorse Umane
Studio personale sviluppato
Copywriting, Poesia di reportage, Poesia, Scrittura creativa
Fondatore di POPact [Eventi ad Arte] con Haydir Majeed e Roberto Falco
Altre capacità personali sviluppate:
Foto Reportage, Media Education, Blogger, video making, Blogger Opinion Maker
Capacità artistiche personali sviluppate:
Istallazioni Arte Contemporanea, Recensioni letterarie, Elaborazione di sceneggiature per cortometraggi.
TV: partecipazione MISS POESIA di RAI futura TV
Cinema: interprete del cortometraggio “Carnem levare il cammino”
Produzioni: vedi VETRINA
Paesi conosciuti: Europa, Medio Oriente, Russia Asiatica, Centro America, Africa Settentrionale e Golfo di Guinea
Collaborazioni: O.n.G Pluralia, O.n.G COMI, Assomorosini, Circolo Fotografico Photographia, POPact [Eventi ad Arte]
Per i meno pigri, mi presento…
Sono un poetry reporter; credo nella poesia in verso libero come massima espressione del pensiero contemporaneo adattato ai nostri tempi; credo che la mia può non essere intesa come poesia in senso tradizionale;credo tante altre cose… Nei miei versi canto l’amore, il dolore e la passione; eppure quello che sento come una calamita è far canalizzare questa burrasca nella descrizione della realtà sotto forma di poesia: ecco allora che i miei versi assomiglaino a cronaca e reportage. Raccontare le esperienze di strada, i posti di guerra,il nascosto , il diverso: e’ questa la “poetry reportage”.Mi rimprovero cercando di evitare il “fare salotto” , il cantare in senso aulico e monotematico il banale. Non voglio essere coerente con nulla se non con me stesso e prometto di smettere di scrivere e cancellare questo blog se un giorno lo sarò. Sono troppi i momenti della vita che ci richiedono di seguire “il detto” e “il fatto”. Ecco che allora utilizzo la mia poesia per esprimermi …inizio dal mio libro “parole di grano” dopo attesa decennale, che raccoglie alcune delle centinaia di poesie scritte in adolescenza…poi inizio con la poesia di reportage in Messico, Libano, Russia, Africa, sperimento nuove forme di comunicazione più accessibili. Ho postato in questo blog alcuni esempi… Poi conosco Haydir Majeed e Roberto Falco: realizzo il progetto a lungo studiato:”Carnem levare il cammino”. Decontestualizzo con istallazioni artistiche un borgo medievale. I testi sono in parte poesia di reportage altri inediti come “Il sale” (menzione d’onore al premio nazionale M.Gori 2007), reportage di strada come “La mattanza della puttana del Montecristo”, “Carnem levare (cluster bombs)”, “Il tempo maledetto” (Riconoscimenti al Premio Internazionale “Mons Aureus” e Premio “Poesie in Cammino” dell’Accademia d’Abruzzo) fino alle edite come “Cancro” Il progetto prevede un poetry movie e un documentario che tende a rivalorizzare un borgo a lungo abbandonato a se stesso. Lo stesso anno nasce POP act . L’interazione con la gente, la ricerca della speranza e delle tematiche sommerse fino a esordire a “On site Festival” dove si è esibito Bill Smith dopo numerosi laboratori in mezzo a campi e covoni d’erba. Sto lavorando a diverse sillogi di poesie: “Poesia in amore” , “Carnem levare, il cammino” e “Racconti di strada” nonché poetry reportage. Ho buttato giù l’idea che ho…per un romanzo…ma questa è un’ altra storia…il resto sarà contemporaneo.
Per i lettori doc, riflessioni finali…
Confesso che non so proprio come descrivermi…anche perchè faccio sempre fatica a farlo.Questa ad esempio l’ho “reciclata” da una precedente esperienza…ma sempre mi chiedo: ” Esisterà mai una regola?…una modalità? visto che tutte le cose oggi sono normate? Allora chiudo gli occhi e….. ……Immagino.Quale bruttura sarebbe questo mondo se le nostre parole seguissero sempre regole ortodosse, sintattiche, grammaticali per comunicare il comunicabile!Figuriamoci il “non comunicabile”, “il non esistente”, “l’apparente” o il sogno!Eppure….. scienza, tecnologia e progresso dominano tutto… (purtroppo anche l’anima)!!!Dovresti avere il totale controllo. Non ne sei soddisfatto? No. Non vedo più quella gestualità, spontaneità e istinto che un tempo dominava l’anima: ora la vedo affogare e capitolare nella routine e nella noia; allora trasformo la regola in diritto come uno statista!!!Ma anche qui parto dall’origine …dal diritto naturale.No. Neanche qui trovo risposta; anch’esso è ormai definitivamente suffragato da quello umano!!Allora butto la bussola e mi imbatto nella foschia più nera…Non vedo altre strade!!!Improvvisamente solo quelle fangose e prive di segnaletica! Saranno forse le uniche direttrici di percorsi ancora inesplorati, apparentemente miserabili, pieni di sofferenza ma forse giusti?Poi un semaforo rosso e molte verità nell’ingorgo di altre verità…eppure sono convinto che la semplicità di ogni parola possa almeno chiarirle e provare ad alimentare nuove speranze.
Into english
I do must confess I’m not be able to describe myself I ask to myself “does ever exist a rule to do this ? A way? This because , nowadays all things follow rules and rules.So I close my eyes and … I suppose …How ugly should be this world if our words always followed orthodox and grammatical rules, to communicate what can be communicated!Let’s try to imagine the “not communicable”, the “not existent”, the “appearance” or the dream too! However, science, technology and progress dominate everything….even our souls! So in this way you’d totally have the control. “Are you not satisfied?””No, I’m not.” I don’t see any more that movement , spontaneousness and instinct that before dominated the entire soul: now I see it smothering and dieing into the routine and boredom; so I change the simple rules into rights as a statesman!But even here I begin from the origin….from the natural right No. No answers. Even it; it’s supported by the human one! So I throw away my own mariner’s compass and I fall in with darkest haze…I can’t see other ways!!!!Suddenly… only those muddy and dangerous ones. Will they perhaps be the exclusive right directions, even if unexplored, poor and full of suffering ? Then a red traffic light and a lot of truths mixed with other truths …I ‘m convinced that simple words can make everything bright and clear; can they try to feed new hopes?






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le strade fangose e prive di segnaletica sono quelle più interessanti… puoi perderti in qualsiasi direzione
perchè non lasci più spazio tra i periodi?
la lettura dei tuoi pensieri potrebbe risultare più leggera, spaziosa, aerea
a
Questo blog, se ha l’intenzione di esserlo, fa paura. Ma nel senso buono. E la tentazione sarebbe quella di contattarti e parlarti per conoscerti..ma resisto.
Originale! Fantastico! E spietato!
Au revoir
Per me la semplicità è un punto di arrivo ..è la liberazione da tutto ciò che è superfluo, senti questo pensiero di Eduardo De Filippo che a me piace tanto:
Ho sempre ritenuto questo:
che l’uomo nasce vecchio,
poi, piano piano, diventa giovane.
Ringiovanire significa,
secondo me, eliminare.
Eliminare sempre più,
eliminare certe cose inutili
che noi facciamo da giovani.
Certe cose inutili che ci danno
l’impossibilità
di essere liberi.
Rispondo a Bippy che ringrazio
La semplicità come forma e contenuto della poesia
Le parole dette esprimono forma e sostanza della persona che le proclama.
E’ inutile la metafora, l’ermetismo o tutte quelle forme che uccidono il senso compiuto, facendolo rimanere nel surrealismo di un cassetto chiuso a chiave.
Nella poesia così come nella vita sono troppi i fraintendimenti, le parole lasciate a metà e ancora… il “non detto”. E’ vero…ci saranno momenti in cui bisogna essere “complicati” o “aulici” altri in cui bisogna dire le cose a metà, altri ancora in cui bisogna essere dialogicamente semplici ma concreti: L’osservazione della realtà ne testimonia la sostanza. Il momento storico plasma forma e contenuto.
La normalità, i giusti valori sono l’unica carta vincente.
Eppure queste carte hanno le forme di quadri, cuori, picche e fiori…
E’ difficile questo vivere
Lo sforzo verso noi stessi e verso l’esterno deve essere comunicato con verità
Questa necessità viene fuori dal tuo riferimento all’incomparabile De Filippo che ne è una delle tante testimonianze.
Forse a trenta anni si è pronti per intraprendere questo cammino senza più fardelli.
Forse.
L’ultimo applauso
burattini
spesso goffi
che si muovono frenetici
sul palcoscenico di un teatro
ormai chiuso da anni.
mani stanche
cucite a corpi avvizziti
che un tempo erano uomini
si dimenano
cercando,
in vano,
una carezza
ma non trovano che l’ombra di se stesse.
padri e figli
di una storia smemorata
che cancella i suoi passi
ad ogni passo.
padri e figli
che alla fine bruceranno
di troppa avidità
di troppo arrivismo
di troppo nulla
e resteranno
solo mani appese ai fili.
solo mani
senza pretesa alcuna
se non quella di cadere,
un giorno,
l’una sull’altra,
per l’ultimo fragoroso applauso.
Lino
Bueno todo el proyecto…de mucho valor…de emprendimiento super creativo…