Hanno scritto sulle mie poesie…

Ringrazio Manuela per aver “messo” su carta le impressioni-emozioni su “parole di grano”

 

Racchiusa in questa pagina c’é solo una piccola parte delle emozioni che mi hai trasmesso, quello che io ho percepito leggendo il tuo libro.

 

PAROLE DI GRANO… urlate senza voce.

                                     “Parole sbattute in prigione”.

                                     “Singole lettere, ognuna in una cella”…

                                     “Senza sentenze”.

                                     “Senza giustizia”.

                                     “Senza verità”.

Buono e cattivo, bene e male della vita, non dando nulla di scontato nel compimento del

proprio destino;quel destino che in un attimo infinitamente lungo,ha portato via la sicurezza…

Sentirsi “cieco e immemore”sentir franare l’ultima “inutile diga”…

“Il perché di noi”

“violenza contro violenza”

“Dolore contro dolore”

“Amore contro amore”

                                   Cercando la verità

                                   In ogni parola, gesto, immagine…

Come una giostra che si osserva da lontano, con la consapevolezza apparente, sfuggente, che essa sia gioiosa, giocosa, festosa…

una melodia che incanta, avvolgendoti nel suo gioco…

il gioco della vita…

“Ricordi prima…?” 

“Come il cielo”.

“Come l’acqua”.

“Come l’aria”.

Ma lungo il cammino…

“é la morte del buffone”,

dell’ apparenza…

“cadde la parrucca”

“cadde il falso sorriso”.

“Ricorda ora…”

“Il cielo”.

“L’acqua”.

“L’aria”.

E’ come se gli occhi vedessero per la prima volta…

“sembrare non è onore”

“essere per vivere è tutto”.

“Il mattino”,

“l’inizio di tutto …”

“e di esso mi illumino”.

(Maggio 2008)

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La prima notarella e motore di tutto su una delle mie prime raccolte  curata dal Prof. Vittoriano Esposito su una silloge intitolata: “Qualche verso….anni 94-99” poi inglobata nel libro “parole di grano“.

 

“La raccolta di questi versi si potrebbe definire un “canzoniere d’amore”, oscillante tra l’idealistico e il sensuale, in un linguaggio moderno, anzi modernissimo…Si direbbe che l’autore conosca bene o che senta istintivamente, la lezione della lirica più avanzata (dal simbolismo,all’ermetismo e al surrealismo), soprattutto per l’uso ardito delle metafore…Mi sembra che la raccolta sia ben degna di veder la luce ammesso che l’autore voglia pubblicarla

 

Ringrazio ancora il Professore per il coraggio che mi ha dato.

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Qualche nota di Maurizio Cucchi su La Stampa su alcuni testi mandati e raccolti nel libro “parole di grano”:

“Dimitri Ruggeri, trentenne di Avezzano (Aq), punta su un ampio respiro, su un progetto poematico, utilizzando un verso molto duttile, efficace, ma troppo spesso cadendo in una ingenua, rosata enfasi amorosa: «Quel profumo di labbra / Di notte in notte mesce la sete dei tuoi capelli. / Si specchia tra le strette fessure della tua finestra / per poi penetrare, / tra le carezze delle tende». Tagli e scelga toni più dimessi, più normalmente credibili, come qui: «Si incrociano i sospiri… / Gli occhi mezzi aperti da luci intimidite”. (Agosto 2006)

“Dimitri Ruggeri, trentenne di Avezzano (AQ), dà il suo meglio in un uso del verso molto vario e duttile, con aperture prosastiche e momenti di improvvisa tensione. La sua vicenda lirica, peraltro, è in genere piuttosto scontata: «Si incrociano i sospiri… / Gli occhi mezzi aperti da luci intimidite, spezzano i nostri baci, / fame indefessa, / fame bagnata, / fame contro fame». Migliora quando si distacca da certi impeti amorosi: «Pascolavi come sempre / sulle erbe dai colori più sgargianti. / Si abbeverava come sempre / nel fontanile più pietroso. / Con la linguetta vellutata sfiorava pepite d’oro”. (Gennaio 2007)

Articoli su:http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=55&ID_articolo=72&ID_sezione=365&sezione=Poesia

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=55&ID_articolo=106&ID_sezione=365&sezione=Poesia

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=55&ID_articolo=139&ID_sezione=89&sezione=Dialoghi%20in%20versi

3 risposte

5 10 2008
picasso01

Posto un commento pervenutomi via e-mail della Poetessa Professoressa Licia Macioci:

“Ho letto e riletto le tue bellissime poesie. Le tue “Parole di grano” sono molto intense , ti colpiscono e ti germogliano nel cuore.
La tua sensibilità è profondissima e grande il tuo amore per la verità, per la giustizia, per la bellezza.
Sono convinta che con la tua originalissima libertà da schemi e con la tua sincera ispirazione sarai sempre
molto apprezzato e stimato.”

19 03 2009
Greta Cipriani

Ciao Dimitri,
ho letto il tuo libro e ..mi è piaciuto molto.
E’ fresco o caldo, come il pane.
Mi ha trasmesso una sana serenità. Sana, perchè come ti ho detto sano è il
tuo modo di scrivere.
Non ami gli artifizi, gli orpelli inutili. Tutto ciò che scrivi sgorga
direttamente dai tuoi personali giudizi sul mondo e sulle cose, impastati di
cuore, di odori e sapori. E’ un mondo abbastanza puro.
I tuoi giudizi si rifanno alle tue esperienze, oppure ad evocazioni di
esperienze, dirette o indirette, ma sempre estremamente vissute.
Non ami parlare a priori, ami invece che la vita si faccia carne, luogo,
istante, sulla tua propria pelle. Da questa realtà suggerisci poi altri eventi,
evocando situazioni, collegando elementi, presagendo il futuro. Per questo la
tua poesia è sensoriale.
Ci si può abbandonare ai sensi, ma tu non lo fai mai con esagerazione. I tuoi
desideri sfrenati sono più che altro dei desideri panici. Nell’esagerazione la
parola si autodistrugge. Ti dico questo perchè io sono un po’ portata a questo
tipo di movimento sensoriale. Anche se ultimamente sto cercando di pulirmi, di
lasciare solo la voce dei sensi fondamentali.

E’ chiaro che in questo libro si respira tutta la freschezza e la
piacevolezza giovanile di un’anima teneramente malinconica…ma, come ha detto
anche Vittoriano, il tuo stile sembra già maturo, non quello di un esordiente.
Questo avviene perchè le parole sono molto sicure di sè.
Ciò che rende le tue parole sicure sono i tuoi grandi valori morali, che ti
fanno un po’ paladino, fermo di fronte a false suggestioni. ;)
Allora, tutto ciò che può essere evocazione è un piacevolissimo contorno a
ciò che fa da sostanza alla tua poesia. O meglio, l’evocazione si staglia
spesso su presenze fisiche forti. Mi viene in mente tua madre, con i seni
rivolti verso Sud. E’ una delle poesie che ho amato di più.
Mi viene in mente tuo padre, ogni volta che parli di lui scegli l’immagine
delle mani piccole e grandi.
Mi viene in mente la tua donna, con le labbra al centro di tutto.
Sì, tu vivi nel ricordo indubbiamente, ma è un ricordo palpitante, mai
appassito dietro cespugli di parole fumose.
I “segnali di fumo” che tanto ami si percepiscono realmente in tutta la loro
concretezza.

La tua poesia mi piace soprattutto quando ti lasci andare alle sensazioni più
calde. Parli spesso della rosa, parli spesso quindi della sofferenza legata
all’amore, e lo fai in maniera calda, come se questa rosa fosse parte del tuo
corpo, delicata e spinosa, irrobustitasi attraverso l’esperienza. Ritengo che
quando parli di immagini e visioni legate al tuo corpo, alla eventi naturali,
sei magnifico!!! Credo che sia molto riuscita l’esperienza visionaria nella tua
poesia!!! Visionaria perchè legata a tutte le sensazioni fisiche trasformate in
immagini.
Ugualmente bella ma più difficile da rendere poesia è la tua natura di
sentenziatore….anche se sei molto efficace!!!!! Mi piace quando le tue
sentenze comunque si appoggiano a immagini brevi, veloci. Lì risulta di grande
effetto.
Preferisco di te la parte meno lessicalmente descrittiva. A volte, vuoi
cercare di puntualizzare, di razionalizzare distaccandoti dalla materia che
scrivi. Questa credo sia la parte meno efficace, anche se bella.
Cerca di puntualizzare sempre attraverso le immagini che ti vengono dal
corpo. Per esempio, “questa mia terra grigia e feconda”, anche se lessicalmente
articolata, è molto efficace perchè la natura si mischia continuamente al tuo
modo di sentirla.

Inoltre, hai nostalgia di un mondo mitico ma perduto. Ogni tanto lo fai
tornare a galla. Parli di cavalieri, di contadini. Se posso, cerca di farlo
sempre con le armi che sono più tue, con gli accostamenti meravigliosi che sai
creare. Poi, certo, la poesia è una continua scoperta…bisogna sempre cercare
di conciliare toni fra loro diversissimi..o meglio, bisogna sempre cercare di
rendere giustizia alle cose che si vuole descrivere col giusto tono, ovviamente
rendendolo attuale e non banale.
Tu sei modernissimo e vivi dentro le cose. Anche il senso di giustizia e di
verità lo vivi come un’ideale che comunque nasce dalla tua pelle.
E’ difficile scrivere come scrivi tu. E’ difficile essere personali e non
banali. Tu sei sicuramente originale e pieno di vita. Haidelle trovate geniali,
non sei mai standard. Giocaci di più.

Mi piacerebbe leggere le tue nuove poesie.

Greta

20 03 2009
Greta

What surprise!

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