La tua poesia-your poetry

Mandami testi di poesie mi farà piacere leggereli… di seguito qualche temerario che l’ha fatto… 

dimitri.ruggeri@gmail.com

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Elvio (Marzo 200 8)

” I ricordi, la solitudine e la noia sembrano avere nella tua poesia le sembianze della pioggia: dell’acqua. Tutto scorre come un fiume in piena; e anche questo “tutto”, passerà come ogni cosa. Il sole che è inizio e fine di tutto prima o poi splenderà ancora più forte sopra gli effimeri nembi che lo importunano. Tuttavia anche se la luce ne sarà sempre coperta dalla pioggia, considera che ogni goccia è diversa, ogni goccia ha un valore, sta solo a te vivere quello giusto per abbattere ogni dolore”

Dimitri

Ricordi

Guardo la finestra.
Il fuori mi prende
Lo sguardo si attarda sul sole coperto
Gocce di pioggia cadono lente
Bussano al vetro con nocche leggere
Risvegliano in me ricordi lontani
Ricordi passati e ora tornati.
Ripenso con gioia a quei giorni felici
Momenti che allora sembravano grigi
Ora li vedo con luce diversa.
Forse è l’età
O la solitudine
O forse è soltanto la noia che provo.

Elvio

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EC Ginus (Febbraio 200 8)

“Non so quale libro tu abbia letto ma la storia del sole è la storia della vita e la storia della vita è sofferenza.Il sole è tuttavia anche speranza: speranza di un nuovo giorno che viene:speranza di nuove speranze. L’uomo definito “pattume della natura” è posto in secondo piano, è dominato dalla natura perchè vuole dominare.L’imperativo è rialzarsi e gridare. Gridare le verità, quelle scritte e non scritte quelle dette e quelle non dette tra quelle forze avverse che vengono soltanto da noi stessi”

dimitri

Sogno
(26.10.2007)

Un giorno lessi un libro
Raccontava la storia del sole
Il mio corpo freddo e dolente
Si rinfrancò con quel che leggevo
Uomo, pattume della natura,
Alzati e grida tutto il tuo sdegno
Fino a quando
Le forze avverse non saranno sconfitte.

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Giovanni Tabacco da Tagliacozzo (AQ) (Febbraio 200 8)

velino.jpg

Giovanni mi trasmette alcune foto del Velino “La montagna di Roma” distante più di 100 km. Questa montagna si erge dalla  Marsica ed è visibile con tutta la sua maestosa imponenza dalla Città eterna.
Il sentirsi a casa…
” mi fa sentire come i miei
conterranei Marsicani che vivono e lavorano sotto gli occhi della stessa montagna!”
La casualità…scoperta “per caso”
L’eternità del posto natio ovunque uno viva.
Mi ha fatto ripensare a una mia poesia “Questa mia terra”
…”Questa avida Conca mi cinge
come una rugosa amante ricurva in un deserto roccioso
e mi lascia sempre lì, straziato tra i seni
taglienti del suo Velino”…
Grazie a te che divido Roma ho diviso per un istante anche queste cime che amo, come amanti.
————————————————————————————–GABRIELLA CIACCIA da Torino 27/01/2008“Grazie a Gabriella Ciaccia, nota scrittrice di novelle e filastrocche che mi ha mandato una poesia da tempo relegata nel cassetto e mi ha fatto pensare…Vedo in ogni poeta l’anima del menestrello , del cantastorie, che gira di villaggio in villaggio, a raccontare gli accadimenti della vita.
Li interpreta, li personalizza. LA poesia è stata sempre il fardello della verità, surclassata dalla Scienza, dalla pura razionalità , dalle più stupide opinioni. Da tutti.
Non sanno che poesia è un dono.Non è importante la tecnica, la forma.Ma è un dono. di Dio , di una Musa, non propria che va assolutamente comunicata, non relegata dentro la propria anima.
E’ capacità di urlare sotto voce, relegati, nascosti, come dei miserabili, tra il fango e il freddo”
DimitriRIFLESSIONI  -Ad un cantastorie muto.

 Cantami o Musa dell’illusione

il poema che non fu mai scritto,

leggi quelle parole inebrianti

 che non saranno mai pubblicate.

 Racconta la tua fiaba, muto cantastorie

e ripetila spesso a chi sa sognare;

le parole si rincorrono nel tempo

regalando gocce di speranza a chi le ascolta.

 E’ l’amore la tua canzone, piccolo muto Omero,

un amore che si rinnova nel rituale eterno

delle frasi mai dette e dei baci rubati.

E il tuo canto è una porzione di quell’amore

che fa muovere le cose, perpetuandone l’Ordine

:un canto muto, che solo pochi sanno ascoltare. 

Gabriella  Ciaccia (giugno 1991)
 

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HASAN WARDANI da Beirut (dicembre 2007) 

“I read again this poetry that had as topic the enviroment and the effects after the war in South lebanon. Hasan goes and begins from the human soul, to decribe and communicate his feelings and preoccupations.

Human nature creates problems. On the other side nature suffers; among solitude, war and misery.

Is the red flag the only hope?

Thanks Hasan

Title: Srifa… a freak of nature… the human nature… 

“We walk, in grassy plains, back & forth between all these trees, looking for a garden of stone.

Concrete roses, mighty & a battle. 

Watered with blood

Grown by mothers misery

Guarded by a red flag 

Touch their soul

Just a place… just a place” 

Hasan Wardani (Lebanon, December 2007)

 

 in italiano

“Ho riletto da poco una poesia che aveva come topic l’ambiente e gli effetti dopo la guerra nei villaggi a Sud del Libano. Hasan parte dall’anima per descrivere a comunicare a modo suo queste tematiche.

E’ la natura umana che crea il problema. La natura ne è sofferente; poi solitudine, guerra e miseria.

E’ la bandiera rossa l’unica speranza?”

Grazie Hasan

Titolo: Srifa… un capriccio  della natura…la  natura umana…  

“Camminiamo, su pianure erbose, avanti e indietro tra tutti questi alberi, cercando un giardino di pietra.

Rose di cemento, possenti, e una battaglia

Innaffiate con il sangue

Cresciute dalla miseria delle madri

Custodite da una bandiera rossa

Tocca la loro anima.

E’ solo  un luogo… solo  un luogo”

  Hasan Wardani (Libano, Dicembre 2007)

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Pubblicato on Gennaio 27, 2008 at 8:46 pm

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  1. On Marzo 27, 2008 at 11:19 am New entry-”Ricordi” di Elvio « Dimitri Ruggeri Blog Said:

    [...] http://picasso01.wordpress.com/la-tua-poesia-your-poetry/ [...]

  2. On Maggio 14, 2008 at 9:07 am Hasan, the young poet from Beirut wrote to me … « Dimitri Ruggeri Blog Said:

    [...] poetry in  La tua poesia-your poetry Pubblicato [...]

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