Impressioni sul documentario “Odore d’inchiostro”

Torno a casa dopo una giornata come tante: il lavoro, il viaggio e l’affaticamento visivo dei mille volti che Roma mi ha offerto.

Torno un po’ prima del solito per ritirare il mio vecchio p.c. munito di lettore DVD. Erano 3 mesi che lo aspettavo.

La serata è uguale ad altre serate. A causa di questo incessante caldo non ho molta fame anche se è un po’ più fresco del solito. Non ho voglia di guardare la Tv, non ho voglia di leggere.

Do  l’ultima occhiata alla mia scrivania oberata di carte, quando vedo poggiato lì il video documentario “Odore d’inchiostro” da tempo regalatomi dall’autore amico e regista Haydir  

Sequenza dopo sequenza la pellicola scorre via veloce come una cinquecento appena fabbricata.

Lascia dietro di sé polvere, soltanto polvere. Torno indietro di molti anni, ripenso alla mia prima macchina che è stata una cinquecento. Ancora…giovani e anziani, presente e passato. Scopro che uno degli intervistati era il cugino di mio padre. Lo sento ancora più mio.

Vedo paesi già visti: sono i paesi della mia terra. Poi un cavaliere con l’armatura mi riporta alla realtà. Ma quale realtà? Nella mia realtà non ci sono cavalieri. I cavalieri seguono regole d’onore anche quando sporcano le loro mani con il sangue. I cavalieri combattono per gli ideali più nobili. Il denaro non gli appartiene, non sono mercenari. Non sono neppure servi di Dio.

Non mi resta che un foglio e una penna per scrivere due o tre parole che ho visto, quando quelle strane  pergamene sono state distrutte dalla sola forza del vento.

 Può la carta volar via leggera con sopra le parole pesanti come ferro?

Può la terra strappar via sudore misto a lacrime di sale imbalsamato come una statua di bronzo?

Può una lancia spezzarsi contro uno scudo?

Può il suo inchiostro sporcare indelebile la carne?

Può il suo odore uccidere l’anima?

Morta dieci volte è la mia ombra affogata nell’ignoranza

Morto mille volte è questo popolo strozzato dal pasticcino della censura

Continuo ad annotare queste impressioni per un po’ ma ho improvvisamente sonno.

Annuso le mie mani : noto che sono sporche d’inchiostro.

Faticherò per qualche giorno ad eliminare il suo odore.

Eppure non sapevo che anche lo stesso odore , l’amore, tutte le bellezze e brutture di questo mondo contenessero l’inchiostro di ogni colore presente sulla nostra terra.

Non aspettano altro che essere scritte, anzi  devono essere scritte con una penna a forma di spada”

dimitri ruggeri, Roma Luglio 08

 

per informazioni visita il sito: www.haydir.com

 

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

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