Fleurs… Il falso centro. Oltre la siepe c’è il pericolo

fleursMi ero ripromesso di leggere l’introduzione “Il falso centro. Oltre la siepe c’è il pericolo” tratto dalla brochure alla mostra d’arte contemporanea “Fleurs”…
Ho visto attentamente le opere delle artiste, che hanno espresso a modo loro il tema del “fiore”. In realtà mi sono interrogato sulla modalità che potessi impiegare per annusare un qualche tipo di odore.
Ho avuto una sensazione di frustrazione e di malessere perché io stesso quando penso ai fiori penso all’odore. Non ho visto immortalità in tutto questo; l’odore è effimero ma forse mai più di altri sensi riesce a riformulare immagini concrete di recenti passati. Gli occhi guardano, le orecchie ascoltano, la labbra parlano. L’odore è un senso relegato al “profumino della cenetta” o al “puzzo dell’immondizia”. Eppure quando vediamo un fiore, la prima volontà che si ha è quella di estirparlo, raccoglierlo: farlo totalmente nostro. Ci giochiamo, strappiamo i petali, lo annusiamo, lo gettiamo a terra o tutto al più lo utilizziamo, per farlo essiccare, come ferma libro. Sorprendente è il processo di riscoperta: E’ un fiore , secco senza più odore. Un fiore vero, simile a quello della plastica. Un fiore morto che in un recente passato è stato vivo.

Lo sforzo è considerare fiore anche un qualche oggetto che abbia tali fattezze, che sia di plastica o di carta.
Lo sforzo è vedere anche oltre quel fiore di plastica , un fiore vero.
Lo sforzo è sentire l’odore dei fiori anche dove non ci sono.
Lo sforzo è anche di provare a sentire questo odore, cosi come a toccare o forse anche illuderci.
Mi domando quale sia la vera realtà
Intanto sfoglio i miei petali e provo anche a fuggire visto che coraggio è anche fuggire al di qua della siepe prendendo una direzione diametralmente opposta.

Rif:

Il falso centro. Oltre la siepe c’è il pericolo

Voi esistete oltre la siepe, cosi come esistete al suo interno, e la vostra mente cosciente è appena una parte, un decimo di tutto il vostro essere. Gli altri nove decimi è nascosto, da qualche parte, il vostro reale.
E’ necessario rischiare…essere coraggiosi. Occorre fare un passo nell’ignoto. Per un attimo, tutti i confini spariscono. Per un attimo,avrete le vertigini. Per un attimo, sarete spaventati e sconcertati, come se fosse avvenuto un terremoto. Ma se siete coraggiosi e non tornate indietro, se non ricadete di nuovo nell’ego e continuate a andare avanti…dentro di voi esiste un centro che possedete da vite intere. Questa è la vostra anima, il vostro sé.
Quando vi avvicinerete ad essa, tutto cambierà, tutto su organizzerà di nuovo. Ma questa volta l’assestamento non sarà opera della società. Ora ogni cosa diventerà un tutto organico e armonico, non un caos: nascerà un nuovo ordine. Ma questo non è più l’ordine stabilito da altri nel sistema sociale approvato. Non è fatto dell’uomo: è l’ordine stesso dell’esistenza. Ecco che allora, all’improvviso, tutto sarà di nuovo bello; anzi, per la prima volta, è davvero bello, perchè le cose fatte dall’uomo non possono essere belle. AL massimo se ne può nascondere la bruttezza, ma per niente di più. Si può cercare di rendere attraenti, ma non potranno mai essere belle. LA differenza è la stessa che esisterà tra un fiore vero, e uno di plastica o di carta. L’ego è un fiore di plastica, morto. Sembra un fiore, ma non lo è, Di fatto, non si può chiamare fiore. Anche da un punto di vista linguistico è sbagliato, perchè un fiore è qualcosa che fiorisce, mentre questo oggetto di plastica è solo un oggetto, non può fiorire. E’ morto in lui no c’è vita alcuna.
Tu hai, dentro di te, un centro in fiore. E’ per questo che nelle Culture orientali lo chiamano Fior di Loto, perchè è qualcosa che fiorisce. Lo chiamano il loto dai mille petali. Mille, significa infiniti petali . E continua a fiorire, non si ferma mai, non muore mai.

Vi accontentate di un ego di plastica? Sono molti i motivi per cui vi accontentate. Con una cosa morta ci sono molti vantaggi. Il primo, è che una cosa morta non muore mai. Non può … non è mai stata viva. Quindi, potete comprare fiori di plastica; sotto un certo aspetto vanno bene:durano molto…non sono eterni, ma durano a lungo.
Il fiore vero che spunta in giardino, è eterno, ma non dura a lungo. E ciò che è in esso è eterno, ha un suo unico modo di esserlo. E questa è la via di ciò che è eterno: nascere e morire continuamente. Con la morte si ricrea, torna ad essere di nuovo giovane. A noi sembra che il fiore vero sia morto…Non muore mai: cambia semplicemente corpo, e in questo modo è sempre fresco. Lascia il vecchio corpo entra in quello nuovo. Fiorisce da qualche altra parte…e continua a fiorire.

Ma ai più distratti non è dato di cogliere questa continuità, perchè è invisibile: vediamo solo un fiore e poi un altro fiore…non vediamo mai la continuità. E’ lo stesso fiore che è sbocciato ieri. E’ lo stesso sole…ma con un abito diverso.

“Ora che hai finito di leggere, guarda questi fiori veri prodotti dall’anima di queste artiste. Sono gli unici che vedranno sempre il sole, con l’abito che ognuna di esse ha scelto di regalare alla tua vista”.
Ringrazia i tuoi occhi, se ti sembra il caso.

Tradotto e interpretato da Osho Teacher Essence

Consulenza Antropologica per Fleurs
PHD. DR. Antropologa Culturale Manuela Sirikith Ciaccia

GALLERIA COMUNALE DI ARTE MODERNA D’AVEZZANO
Via Corradini (67051)
orario: lunedì-domenica dalle 11,30 alle 13 e dalle 17 alle 20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 25 ottobre 2008. ore 17
curatori: Barbara Pavan
autori: Silvana Angelitti, Francesca Faraone, Raffaella Simone, Chiara Tozzoli
patrocini: Comune di Avezzano
genere: arte contemporanea, collettiva

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

3 responses to “Fleurs… Il falso centro. Oltre la siepe c’è il pericolo

  • greta

    La vita, il corpo, un incessante germoglio.
    Anche noi siamo continui con gli altri, i nostri corpi si intersecano formando continue spirali.
    Buona giornata!

  • picasso01

    Siamo germogli che germogliano continuamente.
    Non nascondo che vorrei apparire un sempreverde che mai germoglia.
    Dico per l’appunto…apparentemente.

  • bippy

    L’odore è una creazione , l’odore è qualcosa in più come un dono, un piacere a cui rinunciare solo quando hai il raffreddore!!mMi piace questa mostra, peccato non essere dalle vostre parti! Quando penso ai fiori in pittura penso subito alle composizioni fiamminghe che ho visto in Olanda, fantastiche, li il profumo era espresso in migliaia di minute pennellate linee che emergevano da uno sfondo buio…ed erano fiori seri, drammatici o infantili, fiori strapazzati, o in pieno turgore, fiori buffi, fiori autorevoli, col capo chino come in un inchino, fiori aggraziati, composti come persone sedute.. Lo sforzo immaginativo che tu fai, lo sento nella voglia di essere dentro le cose, come diceva Rilke, non chiederti il perchè. Anche dentro un fiore c’è un mondo assolutamente misterioso e forse anche semplice, e guardare la realtà con occhi meravigliati è una grande chance, esaltante.Sei un uomo fortunato sicuramente se hai questi pensieri!!

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