Il jazz di Rossana Spera tra dolcezza e sensualità.

 Tutto esaurito al Castello Orsini Colonna di Avezzano  con il “Concerto sotto le Stelle” del 14 Dicembre 2008

 Articolo di Dimitri Ruggeri 15.12.2008

La Band e Installazioni Artistiche sul palco

La Band e Installazioni Artistiche sul palco

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ da tempo che non si  vedevano  i sedili blue vellutati del Castello Orsini Colonna di Avezzano completamente occupati dalla platea; eppure quest’anno il programma concertistico dell’amministrazione comunale aveva proposto musicisti di caratura mondiale.

Per alcuni artisti, saliti sul palco la scorsa serata , tra cui l’artista POPact Rossana Spera e Davide Peluso  c’era stata già unanimità di consensi quest’ estate a “On site Festival” direttamente da uno dei più importanti e talentuosi  jazzisti viventi ovvero il clarinettista Bill Smith, con il quale Rossana aveva duettato durante il concerto  dando spettacolo e incantando le circa seicento persone che popolarono l’esordiente Festival dell’informazione. 

La differente atmosfera di  ieri  calata in  una città invernale, uggiosa e perennemente anglosassone  avrebbe accolto  con una calda nebbia il numeroso pubblico che puntuale oltrepassava quello che un tempo fu un ponte levatoio. Si scorgevano soltanto 2 lumini a indicare l’entrata.

Rossana Spera è stata la Special Guest di un gruppo di rilevanza nazionale da Davide Peluso, Enrico Bracco  ad Andrea Nunzi.

Dopo una prima fase senza la Voice i tre artisti hanno interpretato  un jazz virtuoso, pulito e diretto toccando  l’apice quando Rossana ha iniziato il suo repertorio con “All of me”, “Stormy weather”, “Summertime Samba de uma nota so”, l’intramontabile “Immagine”, “The autumn leaves”, “White Christmas”  per finire con “All Blues”.

L’impegno, talvolta fisico,  di Davide Peluso al contrabbasso,  la tecnica perfezionista mista a timidezza apparente del chitarrista Enrico Bracco  e la verve del batterista Andrea Nunzi, si sono fusi   sistematicamente  con quella dolcezza e sensualità  che si era accorpata  facendo  trasfigurare Rossana  nella personificazione della “dolce  sensualità”.

Gli applausi continui degli spettatori  attenti, sono diventati parte integrante del concerto: sembrava che il clapping si materializzasse come  nuovo strumento musicale. Non si è visto alcuno  alzarsi  neanche per fumare quella solita sigaretta che in molti casi diventa , scusa e diversivo per giustificare sbadigli e spleen.

Il Concerto, anzi l’evento, è stato accompagnato dall’intervento  dell’Associazione artistica POPact, che, oltre ad aver coadiuvato l’organizzazione nella divulgazione e comunicazione dell’evento, ha decontestualizzato il palco,  Concept Artistico ad hoc con installazioni artistiche concettuali come una sedia senza sedile, posta al centro della sala, per spezzare una monotonia visuale apparente ai limiti di una sorta di nota stonata e diversa, e ancora: decine di scarpe sparse sul palco a disegnare sempre quel diverso, quel fuori moda , l’improvvisazione, i mille percorsi che l’uomo può seguire anche scalzo oppure il bit degli stessi piedi del pubblico che cercavano di ritmare le pause minima, semiminima, croma e via dicendo.Le scarpe rotte e piedi scalzi di popoli che hanno creato questo genere; scarpe che forse non hanno mai usato…

Infine POPact , ha  inserito come “quinta supplementare” per romperre ulteriormente la simmetria visuale del palcoscenico, un ‘opera tratta dal ciclo Fusion.art di 2x1m dell’artista italo-americana Giuliana (ArtistG) raffigurante una purificazione contornata da frammenti di cd’s.

Si è notata  tanta soddisfazione e forse consapevolezza, per un successo che solo i veggenti riescono a prevedere.

Questi artisti  potrebbero concretamente essere per qualità , passione e impegno il paradigma su cui puntare e azzardare, anzi improvvisare  un “Marsica Jazz Festival”.

D’altronde se ci vuole il jazz a far riempire un Castello  perché non scommetterci sopra?

Quello costruito ieri non è stata una struttura di carta, bensì una struttura dura come quella bianca pietra.

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

2 responses to “Il jazz di Rossana Spera tra dolcezza e sensualità.

  • bippy

    Tutto vero!C’ero anch’io, che ho preso un treno da Roma apposta per assistere dal vivo alla sensuale voce di Rossana Spera. L’atmosfera era veramente gradevole e informale, si sentiva il pubblico compatto nell’ascolto e nella gioia di assitere a una riunione di appassionati di jazz! La sensazione che mi è rimasta è che la trama della voce di Rossana è una trama che vorresti rincorrere ancora, per entrare nel suo mondo di artista e sentirsi avvolgere dalla sua dolce malinconia e passionalità; senza far rumore, in punta di piedi, e lasciare che evochi in te le movenze di una danza felice; di un sorriso interno che, come un frutto maturo, una volta ” gustato” ti donerà un energia piena di appagamento!

  • gloria vagliete

    rossana spera è 1 cantant favolosaaaa….

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