Il mio nome è Kwame: Miglior Racconto S.C.I. (Servizio Civile Internazionale) 2008

Dalla versione integrale  del racconto, ne è stata estratta una parte risultata  miglior Racconto S.C.I. 2008

il-mio-nome-e-kwame_by-dimitriruggeri

Golfo di Guinea

 

La sensazione è che mi trovo a percorrere le strade con scarpe diverse; scarpe fuori moda, che non avrei mai messo prima, ma ora te le tieni strette fin su la caviglia e ti accorgi che sono addirittura confortevoli. Non credo, almeno per l’età che ho, di dover cambiare il mio essere per un’esperienza, ma questa è l’ennesima conferma che determinate situazioni ti danno l’opportunità di essere sempre lo stesso…anche quando vesti fuori moda o stai ai margini da tutto. L’importante è non cambiare ma adattarsi in ogni situazione per capire: questo vestito è made in Africa.

E’ un po’ retrò, kitsch, stancante con punte glamour: è l’Africa dei bollettini postali delle Ong che ti arrivano a casa, è la stessa Africa dei bambini con il pancione o con gli occhi strabuzzanti per la fame, è l’Africa del detto e ridetto. Non è stata questa l’impressione della mia Africa. Per questo cambio la stessa definizione in Afrika.Il mio paese scelto per il progetto è stato la Costa d’Avorio, nome che per legge nazionale non può essere tradotto diversamente da Cote d’Ivoire.

Non voglio dilungarmi sulla storia delle razzie degli schiavi; cerco allora di guardare questo popolo attraverso le innumerevoli maschere per assumere il loro stesso colore e non avere il fardello da bianco che mi porto dietro. Nelle loro tradizioni le maschere utilizzate nei numerosi riti animisti , non avevano né un nome né si conosceva l’artigiano che le aveva costruite: l’origine era divina.

Decido in corso d’opera di cambiare nome di battesimo in Kwame: questa è ora la mia maschera . Qui il nome della persona viene associato al nome del giorno della settimana in cui si nasce. Il mio progetto inizia ad Abidjan soggiornando nel quartiere malfamato di Abobo. Abidjan sconta ancora la follia dell’ ex capo di stato Boigny che per capriccio trasferì la capitale politica a Yamoussokro,un ex villaggio di cinquecento anime, rendendolo simile a una sorta di Las Vegas post atomica, costruendo immensità architettoniche come il clone della Basilica di San Pietro in Roma “Notre dame de la Paix” benedetta da Giovanni Paolo II.

La Cote d’Ivoire è stata una delle poche nazioni africane a iniziare negli anni 60-70 un incredibile sviluppo.

Ho vissuto ad Abobo un paio di giorni e questo quartiere rispecchia la miseria grigia e la miseria allegra insieme, ma come al solito, sono paradossi…non solo africani. Il progetto sociale per varie ragioni viene annullato. Decidiamo di partecipare ad un altro progetto che era già iniziato nell’entroterra, a Nord: il progetto agricolo veniva gestito da una Cooperativa locale; le nostre attività riguardavano gli “innesti” per le piante di caucciù. Il villaggio si chiamava Kossè N’Gattakro vicino a M’Bahiakro: l’etnia è Baulè.

La Cote d’Ivoire esce dalla guerra dal 2006 ma dalla tensione basta poco per stimolare i perenni focolai, in particolar modo nella la zona in cui eravamo (tra mussulmani e i pochi cristiani) e accentuato dall’ effetto del post colonialismo francofono. Ho trasgredito tutte le regole igienico sanitarie, iniziando nel bere l’acqua del pozzo del villaggio di Kossè, senza antimicrobici, mangiando topi e gazzelle accompagnate fin dalle prime ore  del mattino dal Koutukou, (una sorta di estratto della palma distillato, simile alla grappa per sapore); il tutto allietato dal gusto del loro pane che qui si chiama attikè o lo yam derivati da enormi tuberi. La vita, con tutte le loro giornate, girà e girerà intorno ad un fuoco sul quale c’è perennemente qualcosa in

cottura. Il pozzo è l’altro punto d’incontro del villaggio: dalla famiglia al clan tra un crocevia di donne e bambini che pompano l’acqua su immense tinozze trasportate sul capo. I glutei sporgenti sono la conseguenza di necessità, non di chirurgia estetica. L’Afrika è una donna: non è una banale constatazione.

Credo di non essere cambiato, almeno fisicamente, almeno emotivamente ma il nome che, volentieri,affianco al mio con la massima razionalità è: Kwame.

Sono nato di sabato.

Annunci

Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

4 responses to “Il mio nome è Kwame: Miglior Racconto S.C.I. (Servizio Civile Internazionale) 2008

  • greta

    L’Africa è una donna che viene scelta per la sua evidenza.
    Ingenuamente evidente.
    Il fascino e la bellezza risiede, per noi occidentali, in questo: è grazie alla nostra violenza, alle usurpazioni, che l’Africa si ritrova spoglia e magnificamente bella. In noi c’è una parte distruttiva e insieme conservativa.

    Credo che tu abbia da raccontare parecchie cose.

    • picasso01

      Esattamente. Abbiamo sviluppato quell’innatà parte a distruggere e ad opprimere.
      Pochi sulla moltitudine. La storia continua ad insegnare anche se la scriviamo noi. Ci sono tante verità che abbiamo nascosto.

  • Lera

    sono molto colpita e incuriosita dalla tua opera (intendo tout court) … questo pezzo lo trovo di indubbio valore e spessore. Per il momento non mi sento di aggiungere molto, ho bisogno di leggerne ancora. Intanto per ciò che ho letto, I miei complimenti, per quanto possano valere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: