Quando il vento non basta più: Il Veliero l’ultimo album discografico di Germano Di Mattia

La navicella del mio ingegno, per correre migliori acque, si eleva verso nuove frontiere, lasciando dietro di sé l’infernale mare crudele, dove onde malefiche s’intersecano burrascose; (Purgatorio Canto I)

Articolo di Dimitri Ruggeri – Il Veliero è il titolo dell’ultima opera discografica di Germano di Mattia, artista e professionista poliedrico che si esprime anche attraverso la regia cinematografica e l’interpretazione da attore in film e fiction. Per lui, la contaminazione artistica è stata da sempre un punto di forza riscontrabile dalla qualità dei suoi lavori tra cui segnaliamo di recente il film “Il codice Celestiniano” , vincitore del Salento Film Festival 2009, Il Mistero dell’Aquila del 2009 tratto dal libro La Rivelazione dell’Aquila ( di L.Ceccarelli E P. Cautilli) e “Valigie di cartone” vincitore del Premio Flaiano 2005 , Premio Emigrazione 2005 sempre del Salento Film Festival 2005 in cui Di Mattia è stato il regista e sceneggiatore.

Tuttavia, questi successi di critica e pubblico, non devono distogliere l’attenzione dalla carriera musicale che Germano Di Mattia, come cantautore e autore di musiche, ha intrapreso fin dalla gioventù all’estero, soprattutto nei suoi soggiorni francesi ed inglesi, riscuotendo popolarità ed entrando nelle principali classifiche Euro Top.

L’ album, che contiene undici brani, è un ulteriore dimostrazione di come ci si possa riconfermare qualitativamente e proporsi al grande pubblico, anche in modo diversificato, nonostante le difficoltà e barriere che il sistema Italia ha, nella promozione e distribuzione – divulgazione dell’arte e, nello specifico, nel rapporto con le case discografiche.

Il Veliero è un’opera aperta al mondo. Il core musicale è rappresentato dalla profonda anima latina che parla diverse lingue, non solo in modo metaforico: i brani sono in lingua italiana, francese ,spagnola e portoghese ed una piccola intro in ebraico. Germano, come in altri album, oltre ad essere l’interprete, è autore della musica e dei testi. Nel corpo del progetto, queste melodie parlate, sono concatenate le une con le altre pur mantenendo nel complesso un’apparente autonomia.

Il ritmo, che è inizialmente mediterraneo, bit dopo bit, tende a lasciarsi dietro la latinità per arrivare a toccare le coste fenicie e solcare il medio oriente. Di tanto in tanto, in questo dolce frastuono di odori speziati, ci sono, come schiaffi, sapori freddi provenienti dai Balcani. Il Veliero è il mezzo che spinge la scocca di una zattera fluttuante sul magma della nostra anima. “Anima” intesa come un campo di battaglia, come carne viva che si agita al pulsare di sentimenti ed emozioni personificate dal vento sbattente sulla vela. Il viaggio che l’artista intraprende non è casuale. I venti seguono da secoli direzioni precise. Il suo non è un vagabondare. Le mete sono stabilite e studiate. Non c’è nulla di imprevedibile e involontaristico. Un vero comandante deve conoscere la direzione della sua imbarcazione guardando le stelle se non ha a disposizione una bussola. Il vento sembra provenire da noi stessi e noi stessi indichiamo la direzione come unici padroni del nostro destino lasciandoci dietro le avversità. L’album esordisce con “Le tue Mani” un inno all’amore che inizia dettagliando questa parte anatomica primordiale del contatto: ovvero le mani; “Et dans le vent” ci descrive gli effetti del soffio interiore che tutto muove. Il veliero prosegue attraverso una frontiera che gli apre la strada per una “Terra straniera” fino a raggiungere le mura di Gerusalemme dentro le quali, la città del mondo, nasconde i segreti dell’anima e dello spirito. L’ultimo brano “Anima” conclude il viaggio circolare che sembra apparentemente ricondurlo sulle coste della sua Itaca: l’anima è intesa come il respiro che lo riporta a terra nonostante la tensione spirituale non pare avergli svelato i misteri che stava cercando di apprendere.

Germano non ci dice se questa fatica, in mezzo a flutti e venti, sia stata condivisa da altre persone fisiche ed esistenti; di sicuro l’opera è un sentiero spirituale, ma chiudendo gli occhi, ci si accorge che musica e parole rendono materia gli ambienti che si creano nella mente. L’invito è comunque di salire a bordo della sua navicella, chiudere gli occhi e lasciarsi andare al vento, anche se poi non basterà più neppure quello.

Intervista a cura di Dimitri Ruggeri

Pensi che essere poliedrico possa danneggiare e distogliere l’attenzione del pubblico sulle tue opere artistiche?
Credo di no, questo poteva succedere forse qualche anno, avrebbe potuto confondere, perché si andava avanti per etichette, e bisognava fare sempre le stesse cose…Oggi anche nel nostro paese è sempre più facile avere più facce, dico in senso artistico ovviamente, l’essere poliedrici è una ricchezza sempre, non è e non deve essere un problema per nessuna persona e per nessun artista, per me poliedricità è ricchezza, così come sono ricche le nostre esperienze di vita.

Qual è l’obiettivo di questo tuo ultimo Album?
Naturalmente farlo conoscere, per farlo apprezzare ci ho lavorato tanto insieme alla mia equipe.

Come si sviluppa questo viaggio?
È più inteso come un viaggio dell’anima, un viaggio di sensazioni… più che un viaggio fisico, ho messo insieme dei luoghi e dei sentimenti che mi appartenevano, colorati dalla mia musica, dal cuore latino, l’amore per il mediterraneo, per la storia, che poi sono anche le nostre radici no?

Cosa ti aspetti dal tuo pubblico? Anche se ogni giudizio è sempre soggettivo, quali riscontri ti aspetti di avere?
Sarebbe bello intanto che lo acquistassero appena sarà su Itunes, ma meglio sarebbe dire cosa mi aspetto da me! Il pubblico partecipa in genere alle decisioni che vengono proposte in questo caso dall’artista. Mi piacerebbe fare concerti dal vivo, (ci stiamo attrezzando) con in calore del pubblico e il mio amore per la musica riuscirei a dare molto!

Sei più corpo o anima?
Non credo nella dualità, non credo nel bene e nel male e che ci siano divisioni anche all’interno di noi stessi! Per risponderti una volta ero più anima, poi sono stato più corpo, ora che mi sento centrato ho capito che siamo stessa cosa, l’anima non è disgiunta dal corpo e viceversa, il rapporto che la nostra salute fisica ha con il nostro equilibrio interiore ne è la prova!

info: http://www.myspace.com/germanodimattia

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

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