Una voce soffusa e potente

Recensione di Patrizia Pallotta – La chiave di lettura dei testi che hanno come autore Dimitri Ruggeri è strettamente soggettiva. L’analisi che se ne può fare è quella di un poeta, non di certo esordiente, ma di un autore che offre sensazioni ed emozioni stilate sotto la luce dell’originalità.
Si potrebbe laureare, senza esitazione alcuna,con il titolo di poeta, un giovane la cui stima è stata ricevuta da tante fonti che attestano le qualità eclettiche di Dimitri Ruggeri. La sua attività è molteplice, si avvale, infatti oltre che di stesura di poesie, di racconti,di arte in generale e nello specifico di cinema e pittura. Il suo “Io” ha spazio per tutto, il suo percorso non ha mai subìto interruzioni, lo ritroviamo come Direttore Artistico della “Biennale Marsica”, sotto l’egida de “Il futuro è contemporaneo, la strada è la sua voce”.
Rappresenta questo motto uno sprone per tutti coloro che abbiano nell’interiorità la passione della scrittura e dell’arte in generale, vista con lo sguardo speciale e unico nel passaggio tra surreale e reale, fra immagini presenti e passate.
La Biennale, ideata dal Ruggeri, riporta poesia cinema e arte, un mondo da esplorare dove confondersi e berne tutti i suggerimenti che si insinuano nell’anima come gemme preziose.
Un ponte, dunque da attraversare quello di Dimitri Ruggeri , da non perdere e non perdersi fra strascichi di sentimenti,scorie dell’anima e del dissidio che accomuna ogni poeta.
In Parole di grano (Ed. Progetot cultura,2007) , Dimitri abbraccia in modo stretto il mondo dei sentimenti e delle emozioni, è la genesi del suoi testi, già chiara e definita nel contesto in cui l’autore si cala.
Da questa prima opera si avverte l’impatto con la sofferenza, la delusione, il senso della violenza fatta all’anima e del dolore che incide profondamente la sua spiritualità, a volte intimistica, a volte da condividere, vissuta come una scoperta, che sottintende,se letta con occhi che sanno guardare fra le righe, tante domande in attesa di altrettante risposte. E’ ciò che accade a chi sa guardare oltre con disagio, a chi vive ogni attimo della vita con intensità e passione.
In Status d’’amore (S.P. 2010), ritroviamo un autore senza dubbio più maturo, un autore che entra nel mondo
incantevole e disdicevole nel contempo della condizione che ci porta ad amare ed essere amati.
Afferma l’autore nella prefazione di questo testo “L’amore abbatte ogni avversità. Fa amare gente
impensabile. La natura e il contesto aiutano a creare quel mondo pindarico in cui ci si getta a capofitto”.”Lo status d’amore è soggettivo e distruttivo. E’ un’iniziativa divina. Un sacrificio propiziatorio, che ci rende uomini e donne falsi o leali giusti o ingiusti”.
Affermazioni dettate indubbiamente da un animo maturo e consapevole della vanificazione di ciò che crediamo aver ottenuto, esprimendo la caducità dello stesso status particolare.
Entriamo con il poeta in un altro mondo, comune a noi tutti, ma che egli sa tradurre con parole nuove e con immagini che ci conducono a riflessioni a volte inedite.
C’è un accostamento alla filosofia di Plotino e alle sue monadi, rappresentate virtualmente da ogni uomo che si rapporta con l’amore umano e divino.
Non si può ignorare in Dimitri anche la cura dei suoi testi corredata da disegni usciti dalla sua penna fertile e coraggiosa. E’ proprio il coraggio e la voglia di gridare che fa di questo autore un personaggio del tutto singolare, parte integrante di un pensiero complesso ed emotivo qualificante.
“Parlerò di carne/perché sbuffa l’amore /tra sapori maleodoranti”.
Dimitri Ruggeri, accoglie e raccoglie nel suo “io” tutti i cinque sensi che lo aiutano nell’espressività costante che il poeta dimostra nelle sue opere, rendendoci pienamente partecipi di ogni nota dolente o lieta del suo “poetare”.
Nel racconto Chiodi e Getsemani  (S.P., 2010) Dimitri non vive esclusivamente un “reportage” dedicato ad un viaggio a Gerusalemme.La parte contenutistica è ricca di particolari sensazioni e immagini espressive che ne forniscono un aspetto del tutto personale, attraverso fotografie di riflessioni,mentre la visuale e il cammino,conducono verso una simbologia e un’universalità dettata dagli stessi luoghi, di cui si sente persino il profumo della speranza e della misericordia, fra gli ulivi e il mare salato.
Il Ruggeri si è chiesto durante questo percorso quale sia il vero significato di un mondo così lontano, dove figure determinanti hanno raggiunto nei secoli il presente e saranno ancora pietre miliari per il futuro.
© Riproduzione riservata – Fonte: Avvertenze per l’uso e abuso poetico, Marzo 2012)

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

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