L’espiazione dell’ “Uomo nuovo”



Estratto live del progetto teatrale tratto dal libro Carnem Levare il Cammino di Dimitri Ruggeri andato in scena in occasione della XXXIV Giornata Commemorativa della morte di Ignazio Silone e del Festival Apertamente 2012 .
Testo tratto dall’intervento della Prof.ssa Aurora Botticchio.

Con Carnem Levare, il Cammino ci troviamo dinanzi a un nuovo modo e diverso di fare cultura; un modo insolito, frutto della capacità estrosamente creativa dell’autore, un modo che si configura come una risposta alla sua esigenza personale di “Fare cultura per gli altri” e “Donare cultura”; è un donare per elevare l’uomo, per creare un “Uomo nuovo”, che pensa e riflette, che è consapevole, che vive, soffre e si migliora.
Per questo Dimitri escogita un progetto culturale, artistico e sociale che questa sera viene presentato. E’ un progetto in cui si trattano le dure tematiche del mondo, della società e dell’animo umano; in cui si induce il pubblico a pensare, a riflettere, a riconoscersi e a ritrovarsi; il tutto con la sola potente arma della poesia.
In questo progetto la poesia non viene presentata ma rappresentata; l’autore , il poeta, diventa l’attore. Egli stesso si recita, si muove, si commenta.
Il luogo di rappresentazione non è un teatro, ma un borgo; un borgo con i suoi sentieri, i suoi vicoli, le sue corti chiuse, la sua solitudine, i suoi lunghi silenzi, i suoi lunghi inverni ghiacciati, dove arrivano appena i rintocchi delle campane, dove non passano più greggi, né carretti, dove non si sente più l’odore buono del pane appena sfornato.
E’ un borgo in disuso, come tanti, che nell’intento di Dimitri andrebbero valorizzati e fatti risorgere. I borghi perdono la loro fisionomia originaria e diventano sede fisica di un evento letterario e artistico in cui risuona la voce penetrante dell’autore e la voce recitante del film che abbiamo appena visto; un luogo in cui trafiggono le parole laceranti della poesia; in cui parlano i pannelli cartacei con le poesie (le cosiddette installazioni poetiche), con gli sfondi e gli oggetti.
E’ un borgo, per l’appunto, in cui si animano porte, il pubblico, il visitatore. In questo contesto tutti noi siamo parte attiva e viva. Non siamo passivi ascoltatori, com’ è di solito, ma parte integrante dell’evento. Il pubblico interagisce.
Questo è l’invito al pubblico-visitatore, cui viene offerto un lapis legato da uno spago ai pannelli poetici: “Qui puoi toccare , riflettere, scrivere, trafiggere la mia poesia, se vuoi; sei in un museo naturale, rurale, senza vincoli e costrizioni”.
In questo borgo, tra vicoli stretti, gradini sconnessi, porte chiuse da aprire, si snoda il cammino di Dimitri: il suo Carnem Levare.
Carnem Levare è un termine latino e significa togliere la carne, da cui deriva il termine italiano Carnevale. Ricorda il banchetto di abolizione della carne che si teneva subito prima nel periodo del digiuno e dell’astinenza, cioè della Quaresima. Il Carnevale durava un solo giorno, il martedì grasso, dopodiché iniziava il periodo del digiuno, della penitenza, dell’ espiazione.
Il cammino di Dimitri potrebbe essere il cammino di purificazione nella Quaresima, dopo le stravaganze inconsapevoli del Carnevale, ma anche un cammino metafisico, il cammino della espiazione attraverso il quale l’uomo pensa, riflette, soffre, si purifica e si ritrova.
Dimitri intraprende questo cammino e lo percorre insieme a tutti noi, ponendo il Nuovo con la forza di poesie dure e crudeli che sono le immagini del mondo, della società e dell’uomo stesso.
In questo modo il poeta ci conduce nel dramma della guerra, cancro dell’umanità come ad esempio le bombe a grappolo (cluster bombs) che come coriandoli cadono sulla terra e scavano ferite o meglio ferite di guerra “è un nero che cade sul grano”. Le maschere sinistre sono dappertutto così come gli aerei alieni che stuprano il cielo “Smetti di stuprare questo cielo, è l’imene di una vergine”, o le macerie di guerra coagulate dal sangue in discarica oppure i “fiori di plastica sulle ossa dei martiri che fanno cantare una bambina rugosa e innocente” .
Sono immagini tragicamente poetiche che nella dura esperienza dell’autore in Libano, hanno dato origine alla poesia di reportage, che denuncia, lamenta e rappresenta una anacronistica e drammatica realtà di sofferenza , di gravità e disumanità.
Il cammino dell’ espiazione prosegue, con il dramma delle miserie umane: donne che vendono il loro corpo e sporcano la loro bellezza; le malattie – il tifo, il colera e l’AIDS; i riti delle menzogne e delle falsità; le ipocrisie dei potenti in primis e dell’uomo comune; le anime morte travolte dal ritmo alienante e ripetitivo della vita quotidiana nelle grandi città come la breve storia ambientata a Roma che descrive la morte di Tania con siringhe e crateri nelle braccia mentre il mendico Nereo tira le sue sagge conclusioni.
Il cammino di purificazione continua ancora di fronte al dramma dell’amico Claudio Sabelli (ora deceduto) che, quando era in vita, con dignità combatteva la S.L.A. “Corvi neri intorno a te battono le ali e tu mi dici: «Io mi godo la mia malattia che, nonostante il suo accanimento, non mi fa paura anzi la disprezzo»”. È un esempio di sofferenza dignitosa, inimmaginabile che strabilia e per questo purifica, forma e rende migliori.
È un cammino di purificazione anche nella malinconia e nella nostalgia con cui Dimitri ama ricordare i famigliari e la sua terra. Il ricordo è quello delle campane che sente rintoccare intorno a sé da bambino nella Terra dei suoi cari, la Conca del Fúcino che l’avvolge “come una rugosa amante tra i seni del Velino”, la struggente povertà, la sudata fatica e i visi callosi dei contadini, bagnati dalle lacrime ristoratrici del coraggio. Tutti questi elementi purificano l’orgoglio della sua origine, il sentimento dell’amore famigliare, la dignità della sofferente povertà e il coraggio delle sue genti.
Il cammino segnato da Dimitri per certi versi è triste, per altri anche pessimista ma non risulta mai arrendevole o peggio ancora perduto.
Quando sembra che tutto è nero, che tutto è finito, appare la luce. Cito: “Cerco parole di grano tra asfalto e cementi incestuosi. Cerco parole di grano forse perse, forse soltanto smarrite”.
La speranza che lo accompagna dall’inizio “stringo in un sol pugno una speranza che spero non mi abbandoni mai” lo seguirà per tutto il percorso fino alla fine, quando “Alzo lo sguardo al cielo e vedo ancora quel barlume di luce che mi ha seguito”.
Il barlume di luce altro non è che la speranza della rinascita, della salvezza dal male e del chiarore proprio della verità. È la speranza della liberazione dalle catene e dalla schiavitù interiore che schiaccia l’uomo in una morsa di falsità, di qualunquismo, di conformismo e di cecità; è una schiavitù fondamentalmente interiore che vede l’uomo, trascinato dal vuoto e nel vuoto, muoversi inconsapevole come un automa in mezzo ad una società che ha bisogno di scosse.
Queste sono le speranze di Dimitri che si sintetizzano e si incarnano nella figura dell’ “Uomo Nuovo”.
22 Agosto 2012, Teatro S. Francesco di Pescina (AQ) – © RIPRODUZIONE RISERVATA 2012

Spettacolo disponibile in DVD e CD Audio

info e contatti: www.dimitriruggeri.comdimitri.ruggeri@gmail.com


SCHEDA CARNEM LEVARE, IL CAMMINO – Interprete:Corrado Oddi – Installazione con maschera:Antonio Pellegrini – Film omonimo: Haydir Majeed – Sceneggiatura: Dimitri Ruggeri – Scenografia sul palco: Dimitri Ruggeri – Regia spettacolo: Haydir Majeed – Backstage e video integrale: Marco Di Gennaro – Supervisione tecnica: Marco Di Gennaro – Montaggio audio e video: Marco Di Gennaro – Supporto tecnico: Daniele Iulianella, Pietro Angelone, Paolo Parisse – Promotion: Adalgisa Angelone – Locandina divulgativa:Roberto Falco –Ringraziamenti: Associazione Culturale “Il Laboratorio”, Teatro San Francesco di Pescina (AQ), Associazione Culturale “S. Francesco”, Dott.ssa Bruna Capuzza, Prof.ssa Aurora Botticchio, Stefano Iulianella, Maurizio Di Nicola, Le testate giornalistiche – Credits: http://www.corrado-oddi.it, http://www.haydir.com

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

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