Colori di V. Di Giacomo


Nota al libro Colori (2013, Ed. Aletti) di Valentina Di Giacomo a cura di Dimitri Ruggeri
Nel capitoletto “Uno, nessuno e forse centomila” l’autrice si domanda con insistenza: Ma in fondo, il vero io dov’è?. E’ singolare come l’aspetto dell’io, inteso come io esistente, non sia ricercato nella definizione in sé; l’impressione, che poi diventa una coscienziosa conferma, è che si sia momentaneamente smarrito e la narrazione delle personali vicende diventa lo strumento per ricomporre e riavviare il cammino verso il sentiero perduto.
Il cos’è lascia spazio al dov’è.

La difficoltà della ricerca diventa la metafora della variabilità dei colori presenti in natura;  persino l’arcobaleno rappresenta  soltanto un apparente  catalizzatore della perfezione in quanto non riesce a circoscrivere in sé tutte le differenti sfumature cromatiche percepite dai nostri sensi. Per questo motivo l’autrice, utilizzando spesso l’immaginazione, lo descrive con la forma di un sorriso capovolto che è pronto a essere capovolto nuovamente se scrutato con la testa all’ingiù, come se il  futuro incalzante dipendesse esclusivamente dal proprio operato; come se l’oggetto potesse variare al cambiare del proprio punto di vista.

Il colore che sembra prendere il sopravvento sugli altri è il rosso. La giovane lo ritrova nei papaveri, scoperti per la prima volta grazie al padre, e che ora rivede soltanto di passaggio sotto l’impeto del treno che li sfiora solcando i campi.
Il padre perduto prematuramente è il filo conduttore del libro in cui i numerosi capitoletti sono “scalini” di un percorso associato ai colori esistenti. Sebbene in diverse parti pervada il dolore la tendenza è nel considerare ogni colore e quindi anche quel momento come un elemento positivo da cui ripartire.
Persino il nero non è visto come un qualcosa contrapposto al bianco ma semplicemente come il colore dominante di tutto il mondo e di tutti gli oggetti esistenti in assenza della luce.
Quello che sembra frantumato in centomila elementi e nel momento peggiore addirittura scomparso dall’esistenza alla fine si ricompone nell’Uno, principio e fine di una vita che comunque deve essere vissuta.
[Riproduzione riservata]


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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

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