Intervista a Domenico Paris sul suo primo romanzo

Intervista a Domenico Paris sul romanzo “Il ring è onesto” (Edizioni GiveMeAChance 2013, Milano) a cura di Dimitri Ruggeri.

D.R. Quali sono stati gli eventi più significativi per la nascita del tuo primo romanzo?
D.P. L’amore che mi lega a questo sport fin da quando sono bambino, senza dubbio. Ho sempre saputo di avere “in potenza”, dentro di me, una storia sul pugilato da raccontare e che avrei dovuto aspettare solo il momento in cui avesse deciso di venir fuori da sola. Lo ha fatto e in meno di tre mesi ho scritto “Il ring è onesto”.

D.R. Qual è il rapporto tra sport e narrativa?
D.P. Mah, come fonte di ispirazione, diretta o molto lata, lo sport offre sicuramente un bel repertorio di personaggi e storie che la narrativa può sfruttare. D’altronde la sfida che uno affronta quando prende la penna in mano (quella figurata ormai, visto che si scrive solo al computer), assomiglia molto all’atleta che si prepara alla gara. Così come la stesura di un racconto o di un romanzo, ha molte dinamiche simili allo svolgimento di un’attività sportiva, a ben pensarci. Diciamo che possono essere, se non proprio fratelli, quantomeno parenti.

D.R. Praticando il lavoro di giornalista, a tuo avviso oggi, lo sport agonistico ha ancora senso?
D.P. Assolutamente si! Agonistico e anche e soprattutto professionistico. Lo sport serve per divertirsi e per stare bene, ma è anche giusto che costituisca un obiettivo professionale e che, praticandolo in un certo modo, si porti dietro una ragionevole promessa di gloria e di successi. In questo senso, credo che il pugilato possa rappresentare ancora oggi una splendida avventura umana e sportiva se chi lo gestisce sarà in grado di riportare l’attenzione popolare e mediatica sul mondo dei guantoni.

D.R. Dopo due pubblicazioni di racconti, puoi dirci la differenza tra lo scrivere un racconto e un romanzo?
D.P. Un romanzo richiede una disciplina della quale il racconto, almeno un certo tipo di, può far a meno, innanzitutto. Questo non vuole affatto dire che io preferisca scrivere romanzi piuttosto che racconti o viceversa. Semplicemente, sono due tipi di scrittura affidati a un metodo di lavoro differente. Da una parte, il racconto, l’ho trovato molto più “tempestoso” e immediato; dall’altra, il romanzo, che pure sono riuscito a scrivere in poco tempo, ha come ragion d’essere una storia da sviluppare e dunque necessita di essere pensato e messo su carta con modalità differenti, più ragionate. In ogni caso, ribadisco: non esiste un rapporto di sudditanza o di superiorità, solo una questione di obiettivi differenti.

D.R. Hai avuto riscontri significativi dopo le due presentazioni a Roma e Avezzano, tua città natale?
D.P. Il ciclo vitale di un libro è difficile da circoscrivere, prima ancora che da capire. Le presentazioni sono andate piuttosto bene, soprattutto a Roma, ma fanno parte di una prima fase piuttosto “istituzionale” del lancio de “Il ring è onesto”, che, fin da quando è stato scritto, è stato immaginato come un libro da presentare al di fuori di certi canali, appunto “istituzionali”.
Naturalmente, non mancheranno altre presentazioni classiche, anzi, a breve lo ripresenterò sia a Roma che ad Avezzano, oltre che a Milano, sede della mia casa editrice. Ma quello che sto aspettando in realtà è l’arrivo della “bella stagione”, quando l’attività pugilistica vivrà il momento di massimo fervore e ci sarà magari possibilità di fare delle presentazioni di tipo differente rispetto al solito. Sono inoltre in attesa di alcuni riscontri critici molto importanti che potrebbero aiutare la diffusione dell’opera, anche se ho già incassato l’ottima recensione da parte di Dario Torromeo, una vera e propria autorità in materia, su boxering, la principale e storica testata italiana sul pugilato, e i pareri positivi di alcuni grandi esperti del settore. Insomma, mi sto preparando ad un’ estate “calda” dopo la quale sarò in grado di stilare bilanci più significativi.

Maggio 2013, © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

One response to “Intervista a Domenico Paris sul suo primo romanzo

  • patriziapallottaPatrizia

    Senza alcun dubbio, il libro rappresenta quella parte del mondo dello sport che non è gradita a tutti. Molti sono gli adepti,,ma è uno sport difficile, penso, per chi lo vive dentro le sue corde. Il testo è sicuramente originale, intendo per gli intenti che persegue e l’autore, dalle risposte date nell’intervista, mi sembra, come suo primo libro, una persona sicura e determinata nell’andare avanti nella sfera letteraria.

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