Venticinquennale: Il Maelström 1991-1994 non è morto

14388973_10210848632600042_38326066_n17.09.2016 Venezia, Scuola Navale Militare Morosini – appunti di viaggio di Dimitri Ruggeri.
Capire se sia più giusto festeggiare la ricorrenza di un’esperienza conteggiando gli anni da quando sia iniziata piuttosto che terminata, è già un’avvisaglia di rottura spazio-temporale, di rivoluzione, di stupore e di anarchia. È stato questo il primo spunto di riflessione che aleggiava sopra le nostre teste come un condor sotto l’onda sonora e olfattiva di Smells like teen spirit dei Nirvana nel corso dell’alzabandiera (ora chiamato alza vessillo). Poco prima, a ridosso delle palle di Camillo, erano stati i versi aerei del poeta beat Allen Ginsberg – unico nel suo genere – ad appallottolarci, dentro una cartina psichedelica e a scagliarci addosso l’onnipotente benedizione rituale del suo commovente urlo – parabola di se stesso (il nulla), di tutti gli altri (“i nulla dell’idem”) e della prima vergine impressione a cera:

Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi all’alba per strade di negri in cerca di una siringata rabbiosa di droga, hipster aureolati bramare l’antico contatto paradisiaco con la dinamo stellata nel macchinario della notte […]. (A.G.)

Impressioni per l’appunto. Errate, giuste o ingiuste, di apparenze sensoriali, di come ci siamo visti per la prima volta venticinque anni fa o ri-visti per la prima volta venticinque anni dopo. Impressioni, ripeto. Voi ne avete avute altre di simili, d’opposte?

Non negherete che ognuno di noi è stato, fino alle ore 11:00, il portatore sano di mostruosi fantasmi con le vesti dei successi, dei fallimenti, delle gioie e dei dolori, e, per usare una metafora, con fattezze alienanti di droghe, di hipster e di pazzie; poi, quasi per magia, ci siamo accorti che, in realtà, ci accingevamo a ricucire le nostre ataviche Zone temporaneamente autonome: tentativi umani sui generis di mantenere saggiamente effimera qualsiasi cosa tenda a cristallizzarsi in un momento. Su questa falsa riga, a ragione, noi del Maelstrom non ci siamo mai piegati a nulla e nessuno, pagando il miserevole prezzo del disprezzo sulla nostra pelle, sulla scorta della futurista consapevolezza della natura vana e inutile di questo piccolo mondo.

14329974_1047063302008158_7421297099991181734_nTale certezza sta nella non casualità. Non è stato casuale difatti, che un gruppo ragguardevole di individui, statisticamente significativo (quarantadue presenti su sessantuno maturati), si sia trovato in un determinato spazio a celebrare in quell’istante il proprio vello d’oro dalle fattezze di un drago (fatto storico che biblicamente ci costerà caro!).

Forse la premessa sensoriale e paranormale del Gran turbine del Maelstrom ha dato inizio al rito di esorcizzazione di un lutto adolescenziale, che nel corso degli anni ’90 ha iniziato ad essere alimentato insieme a quel processo di “spappolamento” dei nati negli anni ’70, etichettati sotto una cartella vuota denominata Generazione X anziché Y, Z K etc. Si tratta di un processo ininterrotto che non ha fatto altro che riempire le nostre vite, ancora di hipster, droghe, mostri e spie della C.I.A.
Definire pertanto quando inizia questo lutto ossia l’origine dell’esperienza di vita in comune o la sua morte potrebbe essere il compito di psicologi da cento euro a seduta. Immaginate cosa possa succedere se qualcuno o qualcosa (il tempo) rompe questo equilibrio che si è creato nella mente di un quindicenne (o quarantenne). Chi non ha mostrato successivamente almeno un atteggiamento di dipendenza eccessiva o aggressività d’allontanamento e rin-negazione? Ma ora smetto di fare lo psicologo improvvisato.
Di certo questo venticinquennale è stato una sorta di battesimo, comunione, matrimonio e funerale di un tempo e uno spazio vissuto per forza e con la forza da una comunità temporanea.

Non è un caso che quell’urlo liberatorio sia stato una sorta di epifania dell’animo e riappacificazione insieme. A questo risultato hanno condotto le burle continue, le battute adolescenziali, le lasche mazzinga sulla spina dorsale o sui reni, sotto lo sguardo attonito di mogli e figli. Il medium è stato ancora il tempo, questo dannato tempo che passa e che senza la retorica del caso ci sta consumando. Poi gli spritz della sera prima, poi l’entrata nella scuola militare, poi il giro istituzionale nelle strutture e l’alza vessillo, poi l’assemblea e il giro in sezione in giacca e cravatta, poi foto, tante foto, in quantità maggiore di qualsiasi giapponese medio, poi la crociera sul galeone sino a notte, poi saluti, strette di mano e addii.
E poi il ritorno solitario in Hotel, senza più un perché.

[Ringrazio Andrea Zaffagnini e Simone Cedraro che hanno curato la riuscita dell’evento e tutti coloro che hanno partecipato]

Poesia senza titolo dedicata al cancello della Scuola Navale Morosini

Il cancello è
un fardello che
si chiude tra le pieghe di un perché.

[pausa]

una domanda che
ti spinge a oltrepassare una riva
in rima
al mare poi non è

a meno che
s’è imboscata nel mio Archè
trasformato in un purchè

Marcia avanti, Marcia indietro
dove sono?
Non me lo spiego
Ecco qua
sono al di là
Corpo di guardia
è la mia rabbia
Sventolava semiseria
La bandiera a a a a a a
verde
bianca e
vera a a a a a a a

Tante volte quando è sera io ricordo è primavera
di sorrisi vivi
di malinconie privi i i i i i i i

di più perchè

Tu diventi la domanda che ti spinge a oltrepassare questa rima
la risposta che tu ora cerchi è qui,
è viva.

’91-94-’16

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Informazioni su Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

Dimitri Ruggeri è un poeta e performer vocale. Consegue la maturità presso Scuola Navale “F. Morosini” di Venezia e la laurea all’Università “La Sapienza” di Roma. Tra le raccolte poetiche si segnalano Parole di grano (2007), Status d’amore (2010), Carnem Levare, (2008), Il Marinaio di Saigon (2013, Premio della critica Mioesordio 2014 – Gruppo Editoriale L’Espresso), Soda caustica (2014). Ha partecipato a Poetry Slam, Festival di poesia e ai più importanti Festival di videopoesia in Europa. Nel 2006 è stato ospite al programma RAI (Futura) Miss Poesia. Ha viaggiato in più di settanta paesi nel mondo. Maggiori informazioni su www.dimitriruggeri.com Vedi tutti gli articoli di Staff "Il Blog di DIMITRI, il verseggiatore"

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